Rheum palmatum o Rheum officinale
È una grande pianta perenne originaria della Cina e del Tibet e diffusa in Asia e in Europa.
Presenta fusto o rizoma sotterraneo, dal quale nasce una rosetta di foglie molto grandi, palmate di colore verde intenso (in alcune varietà rossastre), con lungo stelo.
Ogni anno in estate dal centro della rosetta di foglie basali crescono i fiori, raccolti a pannocchia, che a seconda delle varietà possono essere rossi o bianchi o bianco-verdastri o bianco-giallastri.
Il frutto è una noce secca, con un solo seme.
Le parti attive della pianta sono il rizoma e il picciolo delle foglie, ma non queste ultime poiché tossiche.
La raccolta dei rizomi va eseguita a partire dal secondo anno di vita della pianta mentre le foglie possono essere raccolte dal primo.
Proprietà del rabarbaro
La specie usata in fitoterapia, il Rheum palmatum, è nota anche come rabarbaro cinese. Contiene antrachinoni (la reina), sostanze tanniche, glucosidi.
Come tutte le piante a elevato contenuto antrachinonico il rabarbaro ha proprietà lassative, ma la contemporanea presenza di tannini, dalle proprietà astringenti, limita e modula l’intensità dell’effetto lassativo.
A seconda delle dosi assunte può esplicare azione digestiva, dovuta soprattutto alla reina che, a basse dosi stimola la secrezione gastrica e biliare, oppure astringente e antisettico o, infine una vera e propria azione purgante.
Utilizzi del rabarbaro
Usata anche per aromatizzare aperitivi e amari e creare liquori dalle proprietà digestive, il maggior impiego del rabarbaro in fitoterapia è come lassativo.
Aumenta la motilità intestinale e riduce il riassorbimento di acqua e sali minerali ed è indicato nelle stipsi occasionali.
Si deve prestare comunque attenzione alle dosi poiché gli estratti di radice di rabarbaro assunti in quantità eccessive irritando la parete intestinale.
Preparazioni
L’estratto secco titolato in reina (minimo 5%) è usato come lassativo alla dose di 2 – 4 mg per kg di peso corporeo, da assumere alla sera.
A dosaggi molto bassi (5-10 mg) invece favorisce l’appetito ed è un ottimo digestivo (per questo ne è diffuso l’uso anche negli amari alcolici).
Effetti collaterali del rabarbaro
L’uso continuativo e abituale alle dosi purgative oltre a irritare le pareti intestinali induce una stitichezza ostinata.
Non è indicato in caso di stati emorroidari o infiammazioni intestinali. L’uso nei bambini al di sotto dei 12 anni, in gravidanza e durante l’allattamento è sconsigliato.
Interazioni
Può interferire con farmaci antiaritmici di tipo chinidinico, digitalici, diuretici non risparmiatori di potassio, vincamina e fenoxidil.