Un nuovo studio suggerisce che il kefir, una bevanda probiotica fermentata, potrebbe offrire benefici neuroprotettivi e aiutare a prevenire l’Alzheimer. I ricercatori hanno esaminato le prove disponibili su modelli animali e studi su esseri umani, evidenziando il potenziale del kefir nel ridurre l’infiammazione cerebrale e lo stress ossidativo, due fattori chiave nella progressione della malattia. 

Sebbene siano necessari ulteriori studi clinici su larga scala per confermarne l’efficacia, il kefir si pone come un potenziale alleato nella lotta contro il declino cognitivo.

Alzheimer e l’infiammazione

L’Alzheimer è la forma più comune di demenza e colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si stima che entro il 2050 i casi raggiungeranno i 150 milioni, rendendo questa malattia una delle principali sfide della salute pubblica. I sintomi includono perdita di memoria, difficoltà di linguaggio e confusione, che progressivamente portano alla perdita dell’autosufficienza.

Non esiste ancora una cura per l’Alzheimer e i trattamenti attuali si concentrano principalmente sulla gestione dei sintomi. La ricerca ha dimostrato che l’accumulo di proteine tau e beta-amiloide nel cervello contribuisce alla degenerazione neuronale, facilitando la perdita di cellule cerebrali attraverso l’infiammazione cronica. Inoltre, la disfunzione dell’insulina nel cervello e lo stress ossidativo aggravano la progressione della malattia.

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Stile di vita e rischio Alzheimer

Sebbene alcuni casi di Alzheimer siano ereditari, la maggior parte è influenzata da fattori di stile di vita come dieta, esercizio fisico e condizioni mediche preesistenti come diabete e ipertensione. Si stima che gestire questi fattori potrebbe prevenire oltre il 30% dei casi di Alzheimer.

Negli ultimi anni, gli scienziati hanno scoperto che la salute intestinale gioca un ruolo chiave nello sviluppo della malattia. Un microbiota intestinale squilibrato può scatenare infiammazione attraverso specifiche vie molecolari, peggiorando il declino cognitivo. Questo ha portato alla crescente attenzione verso l’uso di probiotici, come il kefir, per rafforzare la funzione cognitiva e prevenire l’infiammazione cerebrale.

Che cos’è il kefir?

Il kefir è una bevanda fermentata ricca di probiotici ottenuta dalla fermentazione del latte con granuli di kefir, una combinazione di batteri e lieviti benefici. Rispetto ad altri prodotti lattiero-fermentati, come lo yogurt, il kefir contiene una maggiore varietà di ceppi microbici, rendendolo particolarmente efficace per la salute intestinale.

Questa bevanda è nota per i suoi benefici sul sistema digestivo, grazie alla capacità di riequilibrare il microbiota intestinale e migliorare la digestione del lattosio, rendendola più tollerabile anche per chi soffre di intolleranza. Inoltre, il kefir è ricco di vitamine (B12, K2), minerali (calcio, magnesio) e peptidi bioattivi che svolgono funzioni antiossidanti e antinfiammatorie.

Cosa può fare il kefir nella prevenzione dell’Alzheimer

Lo studio pubblicato su Brain Behavior and Immunity Integrative ha analizzato diversi studi esistenti per valutare l’effetto del kefir sulla salute del cervello. I ricercatori hanno scoperto che il kefir può modulare l’infiammazione cerebrale e migliorare la funzionalità neuronale attraverso diversi meccanismi.

Riduzione dello stress ossidativo. Il kefir contiene composti bioattivi che contrastano i radicali liberi, riducendo i danni alle cellule cerebrali.

Regolazione dell’infiammazione. I probiotici nel kefir possono influenzare positivamente la risposta immunitaria e ridurre l’attivazione della microglia, le cellule immunitarie del cervello coinvolte nei processi neuroinfiammatori.

Miglioramento della funzione sinaptica. Il kefir supporta la plasticità neuronale e la comunicazione tra le cellule cerebrali, potenzialmente rallentando il declino cognitivo.

Influenza sull’asse intestino-cervello. Studi emergenti suggeriscono che il kefir possa avere un impatto positivo sulla regolazione dell’umore e dello stress, grazie alla sua capacità di migliorare il microbiota intestinale.

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Cosa dicono le evidenze scientifiche

Nell’analisi dei dati disponibili, i ricercatori hanno identificato sette studi rilevanti, ma solo uno è stato condotto su esseri umani. In questo studio, 13 pazienti con Alzheimer hanno ricevuto una supplementazione di kefir. Dopo il trattamento, i livelli di stress ossidativo e infiammazione sono diminuiti, mentre sono migliorate le funzioni cognitive e motorie. I pazienti hanno mostrato:

  • un miglioramento del 28% nei punteggi del Mini-Mental State Examination (MMSE), un test per valutare le capacità cognitive.
  • incrementi del 66% e 62% nei test di memoria immediata e tardiva, rispettivamente.

Tuttavia, un altro studio del 2018 non ha riscontrato miglioramenti cognitivi nei pazienti con Alzheimer in stadio avanzato, sottolineando la necessità di ulteriori ricerche per definire il dosaggio ottimale e capire meglio gli effetti del kefir in base allo stadio della malattia.

Oltre agli studi sugli esseri umani, gli esperimenti su modelli animali hanno fornito risultati incoraggianti. Nei roditori, il kefir ha dimostrato di modificare positivamente il microbiota intestinale, ridurre l’accumulo di beta-amiloide, la proteina tossica implicata nell’Alzheimer e migliorare la memoria e le capacità di apprendimento.

Studi condotti su moscerini della frutta hanno inoltre confermato che il kefir aumenta la funzionalità motoria e riduce lo stress ossidativo nel cervello.

Quali sono le prossime fasi della ricerca? Nonostante il kefir mostri un grande potenziale come approccio complementare alla prevenzione dell’Alzheimer, sono necessari studi clinici più ampi per confermare i benefici osservati.

Alcuni dei fattori ancora da esplorare includono:

  • quale composizione microbica del kefir sia più efficace per la salute cerebrale
  • qual è il dosaggio ideale per ottenere effetti neuroprotettivi
  • se il kefir possa interagire positivamente con altri trattamenti farmacologici

In conclusione, mentre le attuali terapie per l’Alzheimer si concentrano principalmente sulla gestione dei sintomi, l’interesse per le strategie di prevenzione sta crescendo rapidamente. Il kefir emerge come un promettente alleato grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e al suo ruolo nel modulare il microbiota intestinale.

Se ulteriori studi confermeranno questi risultati, il kefir potrebbe diventare parte integrante di un approccio multidisciplinare alla prevenzione dell’Alzheimer, combinando dieta, stile di vita e terapie farmacologiche per proteggere la salute cerebrale.

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